07/05/2010
Capodanno... fuori porta - 8° e ultima puntata
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Mauro, forse proprio per il freddo, cammina veloce come non l’ho mai visto fare e questo non aiuta i miei poveri piedi massacrati da chilometri (calcolo che alla fine di quella mezza giornata ne avremo percorsi dieci) e scarpe inadatte!
Nei pressi di Alexanderplatz veniamo avvicinati da un ragazzo. Fa parte di un quartetto di due coppie ed è visibilmente alticcio. Mi parla ma non riesco a capire cosa voglia. Fa il gesto della macchina fotografica: forse vuole che gli scatti una foto… No, incredibile, vuole farsi una foto con me! Sarà perché sembro un ninja! La sua ragazza ride mentre scatta… Anche gli altri due ridono…
E viene da ridere anche a me, penso a quando la sbornia gli sarà passata:
- Guarderà la foto e dirà: “Ma questo chi cavolo è…” – commento divertito.
Sono le cinque quando stanchi, infreddoliti ma estasiati, andiamo a dormire.
Ci svegliamo giusto per scendere e fare colazione, poi risaliamo e ci facciamo qualche altra ora di sonno.
Pranziamo in un fast -food all’inizio della Unter den Linden, poi decidiamo di visitare l’unica attrazione aperta, la Torre della Televisione posta nella Alexanderplatz. Parecchie persone hanno avuto la nostra stessa idea. Mentre siamo in fila per salire, suona il mio cellulare.
- Sono Paola, chi sei? - tutte le Paole che conosco non hanno quel numero…
- Guarda che hai sbagliato numero… -
- Ma chi sei? -
- Hai sbagliato numero! -
- No dai, chi sei? -
- Ma chi Paola sei? - la sfido più divertito che spazientito
- Son Paola… Paola! -
- E io sono Giampiero! -
- Ah allora ho sb… - e Paola Paola riaggancia senza nemmeno scusarsi!
La giornata è grigia ed il panorama dall’alto della Torre, pur bellissimo, ne risente.
Una doccia bollente in camera, un po’ di riposo e poi ci gettiamo nell’impresa di trovare qualche locale aperto per cenare. Il piano che Mauro spiega convinto è semplice:
- Ci fermiamo al primo chiosco che incontriamo: un hot dog e torniamo in albergo! -
I chioschi, presenti in abbondanza la sera prima, non ci sono più…
Ristoranti e fast - food sono chiusi. Camminiamo nel deserto desolato della Berlino stanca per la lunga notte di festeggiamenti… Fa un gran freddo e l’umidità è alta… Dobbiamo ripercorrere tutta la Unter den Linden ed arrivare quasi sotto la Porta di Brandeburgo per trovare un chiosco:
- Due hot dog e due patatine fritte! -
- Ketch up? -
Vorrei dire: su entrambi gli hot dog e su una sola patatina, ma mi capirebbero? L’esperienza della sera precedente mi convince ad andare per le spicce:
- Sì! - un po’ di ketch up non mi ucciderà per una volta!
Gli hot dog, tagliati a rotelle, e le patatine fritte sono letteralmente affogati nel ketch up! Siamo in piedi, nel freddo deserto, con le vaschette del cibo appoggiate sopra un minuscolo tavolino. Voglio riprendere con la telecamera il contrasto tra la poesia della Porta e la cruda realtà della nostra cena: devo togliermi il guanto per impugnare e manovrare la telecamera… Meno di un minuto di ripresa e la mano destra è letteralmente congelata! Ingoiamo hot dog e patatine più in fretta possibile e torniamo in albergo.
Restiamo a Berlino altri due giorni che dedichiamo alla visita della città: l’orologio in Alexanderplatz che segna l’ora in tutto il mondo, i monumenti lungo la Unter den Linden, il Parlamento, Postdamerplatz, il quartiere antico, il check - point Charlie, il Museo del Muro e le inquietanti testimonianze dei tentativi di fuga, il percorso del Muro, ancora la Torre. Berlino mi dà sensazioni positive: bella città, gente cordiale, cibo ottimo e… crepes alla nutella eccezionali, soprattutto con quel freddo!
Ripartiamo in una giornata gelida ma luminosa.
- Ci sono tante altre cose da vedere qui: bisogna tornarci! – propongo al mio amico.
Per il momento però può bastare: il mio sogno era festeggiare Capodanno sotto la Porta di Brandeburgo e l’avevo realizzato.
FINE
09:30 Scritto da: grobben in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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18/03/2010
Capodanno... fuori porta - 7° puntata
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Niente da fare, mi fa sempre schifo! Ne bevo qualche sorso poi lo cedo a Mauro… Riprendiamo a camminare: il viale a Berlino Ovest si chiama Strasse des 17 Juni, ma come Unter den Linden è dritto, lungo, largo e pieno di gente e chioschi.
Ai margini una postazione mobile di pronto soccorso, che rimane tuttavia inoperosa. La Polizia continua la sua discreta vigilanza…
Penso a Roma, all’anarchia che regna nell’ultima notte dell’anno, alle ambulanze in difficoltà o assenti… … Certo, il centro di Roma è fatto di stradine e vicoli, qui invece ci sono quattro chilometri di “autostrada”, è tutto più semplice, ma è la gente ad essere diversa, qui l’allegria non è mai molesta.
Arriviamo fino ad una ruota panoramica posta al centro della via poi torniamo indietro. La piazza della Porta di Brandeburgo è molto più libera. Mi fermo a rimirare lo spettacolo e non smetto di pensare “Cavolo, sono sotto la Porta di Brandeburgo a Capodanno!”
Una coppia si sta baciando davanti agli occhi di una ragazza: deve essere la solita “amica dello schermo”, portata dall’altra per potersi vedere con il suo ragazzo, perché la “single”, dopo aver fotografato tutto intorno, evidentemente si stanca di stare lì solo per reggere il gioco all’amica ed inizia a fotografare le effusioni. Alla fine l’altra capisce il messaggio, si stacca da lui e si allontana con l’amica…
Riprendiamo la via dell’albergo: sono circa le tre e mezza di mattina, ma sulla Unter den Linden sono già al lavoro i mezzi per la raccolta dei rifiuti… Tedeschi questi tedeschi!
Facciamo molte soste, quasi a voler rimandare la fine di questa splendida giornata.
Fa davvero freddo, non c’è verso di scaldarsi nonostante indossi calzamaglia, pantaloni termici, scarponi, t - shirt, camicia di flanella, maglione, giubbotto, cappello, guanti e sciarpa che alzo fin sopra la bocca! Solo gli occhi sono scoperti…
Mauro, forse proprio per il freddo, cammina veloce come non l’ho mai visto fare e questo non aiuta i miei poveri piedi massacrati da chilometri (calcolo che alla fine di quella mezza giornata ne avremo percorsi dieci) e scarpe inadatte!
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17:27 Scritto da: grobben in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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23/02/2010
Capodanno... fuori porta - 6° puntata
“Sono a Berlino per Capodanno! È un sogno che si realizza! Domani vedranno il servizio e diranno: Giampiero stava lì! Il prossimo anno dirò: Io stavo lì!” continuo a pensare.
Davanti a me due tedesche dall’apparente età di 35 anni, ballano abbracciate sulle note de “L’Italiano”… Mi fanno tenerezza, in un altro momento le avrei trovate ridicole.
Adesso il cantante interpreta una canzone dedicata alla città: “Berlin I give you my heart”, “Berlino ti do il mio cuore”, molto bella, lenta, romantica ed un po’ struggente.
Guardo l’ora sul cellulare: manca qualche minuto a mezzanotte…
Ma si sente una voce provenire dal palco:
- Funf… -
Il cellulare va indietro! Sono preso alla sprovvista per cui non riesco a concentrarmi sul conto alla rovescia, a capire quei numeri faticosamente memorizzati qualche ora prima…
Compaiono bottiglie, evidentemente filtrate per vie “traverse”, si stappa, si grida, si festeggia… Noi non abbiamo spumante, ci scambiamo velocemente gli auguri e ci immergiamo nuovamente nella visione dello spettacolo di luci e allegria che abbiamo davanti.
Dopo una mezzora la piazza ricomincia a muoversi, la gente si lancia compostamente per il lungo viale. Qualcuno è un po’ alticcio, ma nessuno ti viene sotto per darti fastidio.
Attraversiamo la Porta. Siamo nell’ex Berlino Ovest adesso. Ci fermiamo qualche metro più avanti: in terra il percorso del Muro è segnato da mattoni di colore diverso dal resto della pavimentazione, dell’orrendo simbolo di divisione è stata lasciata solo la base per mantenere vivo il ricordo di quello che ha rappresentato…
Cerco di stamparmi in mente ogni cosa… Poco distanti una serie di targhe di marmo portano i nomi di coloro che pagarono con la vita i loro tentativi di fuga verso la libertà…
Adesso che non abbiamo più la folla a proteggerci, il freddo della notte tedesca ci assale con prepotenza. Prendiamo un paio di bicchieri di vin brulé, non mi è mai piaciuto il vino caldo ma forse cambierò idea, forse mi aiuterà a scaldarmi…
Niente da fare, mi fa sempre schifo! Ne bevo qualche sorso poi lo cedo a Mauro…
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15:19 Scritto da: grobben in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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25/01/2010
Capodanno... fuori porta - 5° puntata
La situazione resta tranquilla, tutto si sta svolgendo in maniera indolore.
Si procede sempre più lentamente finché ci si ferma, ci si accalca...
Siamo pressati, non riusciamo più ad avanzare. Scopro che ci sono delle transenne davanti a noi!
“E che ci fanno fermare qui? Non si vede niente!” penso in preda al panico.
La musica è abbastanza forte. Un tedesco vicino a me, incurante della calca, saltella ritmicamente sulle note di una canzone locale: vorrei prenderlo a schiaffi! La situazione sfiora il ridicolo: siamo schiacciati, immobili a poche decine di metri dal traguardo e lui che, con quella sua faccia seria, senza un sorriso né una smorfia sotto i baffi, compie i suoi saltelli, uno ogni cinque secondi!
- Cerchiamo di svicolare di lato! - invito ripetutamente Mauro; - Non sono venuto qui per restare così lontano dallo spettacolo! -
Per fortuna Mauro non cede. Improvvisamente si riprende a scorrere speditamente. Scopro la causa di quell’intoppo: un “posto di blocco” della polizia che fermava la gente, sequestrava le bottiglie e regolava il flusso, prima chi proveniva dalla Porta e poi noi!
Sono senza parole: che organizzazione, altro che le italiche bolgie scomposte!
Arrivati a poca distanza dalla Porta di Brandeburgo, dobbiamo fermarci: più avanti non si può proprio andare. Comunque, sia la Porta che il palco si vedono abbastanza bene.
La gente è davvero tanta, parecchie centinaia di migliaia, eppure non c’è confusione, né risse, né ubriachi molesti… Sono tutti tranquilli che festeggiano e si godono lo spettacolo… Ognuno di noi ha i suoi due metri quadrati di spazio per muoversi, per accennare a ballare, per respirare!
Arrivano le note di canzoni di vario genere, di varia nazionalità…
Anche italiana!
“Lasciatemi cantare, sono un italiano…” Ma no, ancora Toto Cutugno!
“Laura non c’è, è andata via…” Quasi peggio…
Ascoltiamo il cantante tedesco districarsi con qualche difficoltà con la nostra lingua, un po’ contrariati dalle sue scelte, ma in fondo anche divertiti.
Sono estasiato: non riesco a staccare gli occhi dalle luci che circondano il palco ma soprattutto dalla Porta di Brandeburgo illuminata a giorno. Cerco di sovrapporre quello che vedo dal vivo con le immagini dei servizi giornalistici seguiti negli anni scorsi.
“Sono a Berlino per Capodanno! È un sogno che si realizza! Domani vedranno il servizio e diranno: Giampiero stava lì! Il prossimo anno dirò: Io stavo lì!” continuo a pensare.
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11:37 Scritto da: grobben in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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18/01/2010
Capodanno... fuori porta - 4° puntata
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Mauro sembra letteralmente trasformato rispetto al solito: lui così poco incline a telefonate, mail e messaggi, sta mandando sms a destra e manca!
Verso l’ora di cena usciamo. Riattraversiamo la Alexanderplatz e ci troviamo sull’enorme viale: si chiama Unter den Linden, due chilometri di strada dritta. Lo spettacolo è impressionante: quattro file di alberi costeggiano longitudinalmente le tre carreggiate, ogni albero ha il tronco e tutti i rami illuminati da decine di lampadine applicate con una precisione chirurgica, in termine di distanza tra loro e densità. Un lavoro maniacale!
Ammiro la strada illuminata da luminarie e alberi: suggestivo davvero!
- Te l’immagini in Italia ad attaccare tutte queste luci? Sai le parolacce, i disastri, le lampadine fulminate, gli spazi vuoti! Questi sono tedeschi: poche chiacchiere e molti fatti, avranno assunto un operaio per ogni albero! - commento.
C’è tanta gente in giro ma si cammina senza problemi.
Ai margini della strada ci sono parecchi chioschi che vendono cibo, bevande e dolci. Decidiamo di “cenare” con un hot dog. Faccio l’ordinazione in inglese.
- Senape? - mi chiede il venditore nella stessa lingua.
- Ketch up! - rispondo.
- Senape? - ripete lui.
- Ketch up! - scandisco io
Arriva un suo collega che lo scansa con un gesto stile: Ci penso io!
- Senape o ketch up? - Meno male, è arrivato l’esperto di lingue.
- Ketch up! - e tre
Lui si gira per riferire ma nel frattempo l’altro, per non sapere né leggere né scrivere, ha messo sia senape sia ketch up! E vabbè…
Mangiamo, camminiamo e ci guardiamo intorno mentre la musica proveniente dalla Porta si fa sempre più forte: ci stiamo avvicinando al luogo dello spettacolo.
Fa freddo, non è tanto la temperatura quanto l’umidità al 90% che si fa sentire…
La polizia sorveglia il nostro esodo ai lati della Unter den Linen, vigile ma discreta. Invita al rispetto della legalità solo con la presenza.
La situazione resta tranquilla, tutto si sta svolgendo in maniera indolore.
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11:18 Scritto da: grobben in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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11/01/2010
Capodanno... fuori porta - 3° puntata
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- Lo sappiamo, lo sappiamo! - aveva sorriso. Meno male, che sollievo!
Eravamo quindi arrivati regolarmente a Berlino: faceva freddo ma non c’era traccia di neve né in terra né dal cielo. In taxi avevamo raggiunto l’albergo: non era sfarzoso ma di buona qualità, si trovava nei pressi della mitica Alexanderplatz. La camera era grande e calda. Il tempo di sedermi sulla poltrona ed era squillato il cellulare. Era quello di famiglia, nessuno tra i miei conoscenti sapeva di potermi trovare a quel numero. La mia espressione interrogativa si sciolse nel sentire che si trattava di una vicina di casa, la quale, pensando ci trovassimo in campagna, aveva chiamato sul mobile per augurarci buon anno. Appreso che invece io ero a Berlino era trasecolata:
- Oddio ho chiamato in Germania! - e, salutando velocemente, aveva riagganciato.
- Tanto pago io! - avevo sorriso: quei pochi secondi mi erano costati un Euro!
Poco dopo eravamo usciti. Dopo aver mangiato in un fast - food in Alexanderplatz, ci eravamo incamminati per studiare il tragitto e la distanza verso la Porta di Brandeburgo, sede dello spettacolo e dei festeggiamenti della nottata. Ci era occorso un quarto d’ora per attraversare la gigantesca Alexanderplatz, poi avevamo percorso l’enorme viale che conduceva alla Porta. Una breve visita ai dintorni e poi di nuovo in albergo… Tra andata e ritorno cinque chilometri… Più la corsa in aeroporto!
I miei piedi cominciavano ad accusare la fatica, chiusi com’erano in scarponi con la suola durissima e poco adatti alle lunghe camminate (e alle corse…). Del resto non ero un frequentatore di neve e montagna e mi ero equipaggiato con quello che avevo!
In camera, dopo una doccia bollente, mi ero messo a sfogliare il vocabolario di tedesco: volevo imparare i numeri in modo da riconoscere il conto alla rovescia, o almeno provarci.
- Ein… Zwei… Drei… Vier… Funf… Sechs… Sieben… Acht… Neun… Zehn… - leggo abbastanza divertito disteso sul letto.
Mauro sembra letteralmente trasformato rispetto al solito: lui così poco incline a telefonate, mail e messaggi, sta mandando sms a destra e manca!
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13:31 Scritto da: grobben in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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04/01/2010
Capodanno... fuori porta - 2° puntata
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C’era solo un posto capace di attirarmi in maniera irresistibile: Berlino!
Non so perché ma tra tutti i servizi televisivi sui Capodanno nel mondo trasmessi ogni 1 gennaio, ero sempre rimasto affascinato da quella moltitudine che festeggiava sotto la Porta di Brandeburgo, unione e festa dove prima c’era divisione, disperazione e morte.
“Il Capodanno a Parigi è fantastico! Tutta quella gente sugli Champs Elysees!”
“Sì, però i Carabi… Sdraiati al sole mentre in Italia fa freddo…”
“A me invece piacerebbe andare a Berlino, sotto la Porta di Brandeburgo, deve essere suggestivo!” mi inserivo disquisendo e suscitando perplessità.
Per diversi anni avevo cullato e regolarmente accantonato questo mio sogno finché a dicembre 2003, la possibilità di un bel ponte aveva fatto nascere dentro di me un’inaspettata risolutezza. Avevo affrontato i componenti del mio “gruppo vacanze”:
- Io vado a Berlino, volete venire? -
Mauro aveva aderito, gli altri erano stati costretti a rinunciare a causa di problemi familiari.
Eravamo partiti da Fiumicino la mattina del 31 dicembre, baldanzosi e felici. Ma problemi meteorologici avevano causato un ritardo nell’atterraggio a Monaco, dove avremmo dovuto cambiare aereo.
Preoccupatissimo mi ero rivolto ad una delle hostess:
- Abbiamo la coincidenza per Berlino, crede che ce la faremo? -
Volevo solo essere rassicurato, magari sentirmi dire che ci avrebbero aspettato, che avrebbero comunicato il problema a terra… Qualunque cosa tranne la sua risposta:
- Penso che dovrete sbrigarvi! -
“Grazie!” avevo pensato angosciato: il sogno del Capodanno a Berlino stava per svanire, sostituito dall’incubo del Capodanno all’aeroporto di Monaco per colpa di un’incredibile nevicata!
Il volo per Berlino decollava alle 12.00 e noi eravamo scesi dall’aereo proveniente da Roma alle 11.45… Il gate di imbarco si trovava dalla parte opposta, così avevamo iniziato correre più veloci che potevamo.
Alle 12 in punto, come in un film comico, eravamo letteralmente piombati sul banco del gate. Prima che potessimo ansimare qualunque cosa l’impiegato ci aveva rassicurato:
- Siete ancora in tempo, il volo è ritardato causa maltempo! -
- Veniamo da Roma, l’aereo era in ritardo… - avevo bofonchiato con il fiato grosso.
- Lo sappiamo, lo sappiamo! - aveva sorriso. Meno male, che sollievo!
12:45 Scritto da: grobben in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
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23/12/2009
Capodanno... fuori porta - 1° puntata
Inizia oggi la pubblicazione a puntate del racconto contenuto nel mio libro e riguardante il Capodanno da me trascorso a Berlino.
L'idea, come detto nel post precedente, mi è venuta guardando le celebrazioni per il 20° anniversario della caduta del Muro...
Una concomitanza di eventi mi ha spinto, mio malgrado, sulla strada di una doppia valenza di questa mia iniziativa: l'ho annunciata il giorno dopo l'anniversario e la realizzo in prossimità del Capodanno... Mossa davvero intelligente ed arguta, se fosse stata volontaria... In realtà si tratta solo di una coincidenza...
Buona lettura!
CAPODANNO... FUORI PORTA
- Ein… Zwei… Drei… Vier… Funf… Sechs… Sieben… - leggo disteso sul letto.
Sono in una camera d’albergo a Berlino, è il pomeriggio del 31 dicembre 2003, manca poco all’arrivo del nuovo anno, poche ore e si farà festa!
Durante la mia vita ho festeggiato il Capodanno in parecchi modi diversi: nei locali, musica, balli, trenini, tetetetetete… il modo migliore di accogliere l’anno nuovo perché Capodanno va festeggiato in maniera speciale, in discoteca sembrerebbe un qualunque sabato sera…; a casa di amici, il modo migliore perché si sceglie con chi stare, non c’è confusione, non si rischia di finire coinvolti in risse, si mangia in abbondanza senza spendere le cifre spropositate dei veglioni…; in discoteca, musica e balli fino a mattina, la soluzione migliore perché a Capodanno bisogna stare allegri e musica e confusione sono sinonimo di allegria e di vitalità, invece che banalità tutti quei trenini patetici, che noia…; ad un veglione, anche se di dimensioni contenute, e in fondo non è poi un modo tanto cattivo di festeggiare perché si è stati bene, cibo ottimo e abbondante, prezzo non eccessivo…
Insomma, ogni modo mi era sembrato, di volta in volta, il “migliore”…
Ho passato notti di Capodanno nella bolgia più incredibile come quando alle 23.45 eravamo ancora disperatamente bloccati in fila al guardaroba, prima di rinunciare e gettarci a ballare intorno ai nostri cappotti ammucchiati sul pavimento vicino ad un “impasticcato” che incurante della confusione e della musica sparata a tutto volume dormiva beato lì in terra, la testa appoggiata sui nostri giubbotti… Come pure nella desolazione del Palazzo dello Sport praticamente deserto, solo 300 persone ma in compenso spazi enormi per ballare e scatenarsi… Sono stato tante ultime notti dell’anno aggrappato tenacemente e assurdamente alla televisione, lottando con il sonno, quando da ragazzo scontavo il mio carattere introverso, pochi amici, nessun gruppo, Capodanno in casa, con la mia famiglia, festeggiamenti sobri, qualche gioco, il brindisi, lo spettacolo di fine anno alla televisione, poi ad una certa ora tutti a letto, tranne me che ostinatamente tiravo fino alle tre, tre e mezza, solo perché era Capodanno e non si poteva andare a dormire presto… Ed infine i festeggiamenti in piazza: musica, fuochi d’artificio, luci, gente… Ed il magnifico scenario artistico e storico di Roma, la mia città, a fare da sfondo a lunghe camminate… La mia prima volta in piazza fu per caso ma da allora è questo il “modo migliore”, anzi il mio modo ideale di festeggiare l’arrivo del nuovo anno.
E il Capodanno all’estero? Perché no…
Vivo di sensazioni e quelle che mi regala la mia città sono davvero uniche, però un’esperienza diversa, magari in un luogo suggestivo, può solo arricchire chi la fa…
C’era solo un posto capace di attirarmi in maniera irresistibile: Berlino!
CONTINUA...
12:06 Scritto da: grobben in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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10/11/2009
Si riparte... con una nuova iniziativa
Dopo una lunga pausa causata anche ma non solo dalla scadenza del contratto di edizione con la Aletti e quindi dalla fine della distribuzione ufficiale del mio libro "Sulle ali dei sogni" (di cui ho ancora diverse copie, informazione per gli interessati...!), torno a scrivere sul blog, con una iniziativa relativamente nuova, ma sempre legata alla mia opera...
L'idea l'ho avuta dal ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino, la cui celebrazione occupa oggi le prime pagine dei giornali.
In uno dei racconti del mio libro, parlo infatti, di un capodanno festeggiato proprio a Berlino, sotto la Porta di Brandeburgo...
Istintivamente mi è sembrato quasi doveroso, in questi giorni di anniversari ma anche di ricordi e riflessioni, far conoscere la mia esperienza in un contesto così suggestivo...
Ed ecco nata l'idea: pubblicare il mio racconto sul blog, logicamente a puntate...
Condividerei con altri le mie sensazioni e aumenterei sia pur nel mondo virtuale il numero dei lettori del mio libro...
E poichè da idea nasce idea, in futuro potrei pubblicare anche gli altri racconti...
In fondo ognuno è il miglior agente di se stesso!
A presto con la prima puntata...
P.S. Logicamente se qualcuno, magari attirato dalla lettura in rete, è interessato ad acquistare anche una copia "cartacea", può farmelo sapere tranquillamente... Sarà mio piacere organizzare la... transazione!
12:01 Scritto da: grobben in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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21/04/2009
Vendesi per cessata attività
Qualche mese fa è scaduto il mio contratto con la casa editrice e, visto che le vendite ferme da un bel po' sconsigliavano un'ulteriore proroga, sono tornato in possesso dei diritti della mia opera "Sulle ali dei sogni"...
Il che ha comportato il rientro nelle mie mani delle copie rimaste invendute, che altrimenti sarebbero state destinate al macero...
Quindi, per farla breve, chi è interessato all'acquisto, chi è curioso, chi ama leggere e vuole investire un paio d'ore su uno sconosciuto, mi contatti sul blog o sulla mail collegata.
Partecipate numerosi!!!!!
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